E3 Saxo Classic 2026, Christophe Laporte sull’assenza di Wout Van Aert: “Un peccato, ma avremo più libertà. Mi aspetto una corsa molto dura”

Christophe Laporte è la punta della Visma|Lease a Bike per l’E3 Saxo Classic 2026, vista l’assenza di Wout Van Aert. La squadra neerlandese non ha schierato al via il belga, che in carriera aveva già vinto due volte questa corsa, tra cui quella del 2022, quando arrivò proprio in parata davanti al compagno di squadra francese. Anche Laporte conosce quindi come fare la differenza è proverà a lasciare nuovamente il segno, considerando anche che in questa stagione ha già ottenuto buoni risultati, tra cui la vittoria alla Vuelta a Andalucia e il quarto posto alla Omloop Nieuwsblad. 

Il francese ha commentato così l’assenza di Van Aert prima della partenza ai nostri microfoni: “Faremo la corsa come siamo abituati a farla. Poi è chiaro che è sempre meglio averlo con noi. È una possibilità in più ed è uno dei migliori al mondo, quindi è sempre un peccato non averlo. Siamo una bella squadra, mi sento bene e questo ci permette anche di avere una corsa più aperta, più libertà per tutti i corridori che sono qui. Quindi è una buona opportunità per tutti i corridori della squadra”.

Analizzando il possibile copione tattico, Laporte si aspetta così lo svolgimento della corsa: “Lo scenario abituale di un E3 Saxo Classic: i migliori corridori che allungano intorno al Taaienberg o qualcosa del genere. Poi un piccolo gruppo davanti con i corridori più forti della corsa. Sarebbe lo scenario ideale, ma vedremo se le gambe sono buone. Mi sento bene, quindi non c’è motivo perché non rispondano oggi”. 

Riuscire a restare in testa fino alla fine sarà però difficile, considerando la presenza di un campione come Mathieu van der Poel: “Chiaramente con i muri e la loro successione è una corsa molto dura. Si dice che sia un piccolo Fiandre, ma i muri si susseguono ancora di più che al Fiandre in un periodo più breve. Quindi inevitabilmente i migliori corridori si staccano su un percorso come questo. È difficile riorganizzarsi dietro quando i muri si susseguono uno dopo l’altro. Questo è il motivo per cui i migliori corridori si staccano in questa corsa ed è anche ciò che la rende bella”.

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